Appese all’albero dei maestri

Appese all’albero dei maestri :

Dedicato ai più grandi insegnanti che la vita ci possa donare.

Come un vero maestro dai l’esempio e lo ripeti più e più volte con amore e naturalezza lasciando che io possa capire ciò di cui ho bisogno.

Tu non hai altri mezzi e io probabilmente non capirei comunque.

Non ti ho più trovata al mio fianco, mi son girato per cercarti ed eri li, quasi immobile qualche passo dietro me.

Ben nascosto ai miei pensieri, in un unico attimo di meraviglia, si celava il più importante degli insegnamenti, che aimè passò come fumo al vento senza lasciar alcuna traccia.

Di sfuggita ho visto i tuoi occhi traboccanti di stupore e in quel momento, come decine di altre volte, ha preso forma un dialogo mai avvenuto:

“hoooo”

“Cosa succede, come mai ti sei fermata li?”

“Papà vieni che ti faccio vedere”

“Dimmi piccola cos’hai visto?”

“Ma ti sei accorto di quella foglia?

“Di quale foglia stai parlando?”

“Quella che è caduta un attimo fa, guarda quella li sopra le altre!”

“Si si, ma non capisco, è successo qualcosa di particolare? Perchè di foglie ne cadono tante.”

” Ne cadranno anche tante, ma nessuna lo farà come quella li”

” Ma insomma cos’ha di tanto particolare quella foglia?”

“Niente, ma se tu l’avessi guardata cadere! Sai sembrava di essere su una barca, si spostava di qua e di la e poi abbiamo fatto anche un giro sottosopra. Ma non ho avuto paura sai, perché lei era così leggera e tranquilla che potevo quasi sentirla ridere! Magari se ti do la mano ti puoi fermare qui con me, possiamo fare qualche giro insieme e magari sentirle cantare!”

” Si, magari la prossima volta, adesso dobbiamo andare dai”

“Perché? qui c’è tutto quello che ci serve adesso.”

“Si, (non) capisco, andiamo che se no si fa tardi”

“Tardi per cosa? (Va bene, forse non riesco a spiegarti, andiamo.)”

E così si interrompe ciò che neanche immagino. Ma giusto qualche passo e la speranza si riaccende dietro ad un sorriso:

” Hei papà hai notato anche tu vero”

“No, cosa avrei dovuto notare?”

“Abbiamo fatto tre passi, dico TRE PASSI!”

“Si, e prima che venga sera ne faremo molti altri, anche se qualche dubbio ora mi viene…”

” Il primo piede è andato un po’ per conto suo perché doveva esserci un piccolo sassolino che voleva farsi sentire, altrimenti perché sarebbe stato li? Al secondo passo sono stata brava, ho evitato quella linea dalla faccia triste, anche se per farlo ho messo il piede male e ho sentito una formichina salire fine in mezzo alla schiena. Dovrei controllare, non vorrei mai portarla lontano da casa sua. Ma il terzo passo papà, quello è stato incredibile”

“E cosa sarà mai successo a questo terzo benedetto passo?”

“Ho capito che ogni volta che appoggio il piede succede qualcosa di diverso, di unico di inimitabile! Ma hai capito papà? tre passi tutti diversi! Non ci sarà mai più un terzo passo come questo, dovrei metterlo in un barattolo!”

” Dai ti prego andiamo che abbiamo tante cose da fare”

“(Perché? Chissà cosa mai dovremmo fare di tanto importante. Però aspetta, mi è venuta un’idea, forse così riesco a farti ragionare.)

Papà papà, fermati solo un istante, ma le hai guardate quelle nuvole lassù?”

“Si, le ho viste.(certamente, però forse non le ho guardate)”

“Perché ci sono?”

“Ci sono perchè in natura ci sono dei processi attraverso i quali l’acqua e bla bla bla bla…”

(“Neanche così ci sono riuscita, ma perché non mi ascolta? Eppure mi sembra tutto chiaro e naturale, non può non essere così. Ma allora forse non sono così brava come credo. Incomincio ad avere un po’ di paura, qualcosa mi si muove dentro, sento tutto il corpo rigido, vorrei gridare ma, no! Ancora non mi arrendo.”)

Questo è quello che più o meno avrei detto o avrei potuto dire. Ma se solo avessi percepito una minima parte di quell’ immensa lezione che mi era appena stata donata,

la mia risposta avrebbe dovuto assomigliare a questa:

Non lo so. Non so perché ci siano quelle nuvole con quella forma proprio davanti a noi in questo momento, ma se ti va possiamo sederci un attimo e lasciare che ci raccontino quella storia di cui abbiamo bisogno in questo momento”

“Bravo papà, non male, speravo tanto di poterlo fare, sapevo che avresti capito. Sai, ne abbiamo proprio bisogno, fatti abbracciare e tienimi stretta. Senti? Stiamo respirando…”

Qualche anno più tardi quella mano, paziente portatrice di così tante verità, era nuovamente li, qualche passo dietro me. Questa volta però cercava disperatamente aiuto.

Un nuovo istante, un altro dialogo mai fatto:

“Papà aspettami, dammi la mano ti prego”

“Cosa succede piccola”

“Ho paura, tanta”

“E di cosa hai così tanto terrore?”

“Non so bene cosa sia, ma guarda! Guarda quanto tutto sta correndo. Tutto intorno a noi si muove con così tanta velocita che io non so più cosa guardare. Mi giro di qua e di la cercando di capire, di prendere qualcosa per poterlo guardare ma non ci riesco. Mi viene tanto mal di pancia, ho paura e tanta voglia di piangere. Abbracciami ti prego”

“Stai tranquilla. Questa è la vita, funziona così, ti abituerai.”

“Ma come faccio ad abituarmi? Vedo passare le cose ma è come se tutto fosse trasparente! Con tutto questo frastuono non sento neanche se il cuore batte ancora, ho il respiro che si affanna, non mi accompagna più. Mi devo abituare. Ma se poi non fossi così veloce? Se non riuscissi a fare di tutto una corsa, una gara? Papà ti prego tienimi stretta, ferma tutto, sediamoci a guardare le nuvole come quella volta. Ti prego papà”

“Ma non ti preoccupare vedrai che riuscirai, vedrai che imparerai, vedrai che….

NO NO NO, aspetta un momento, perché deve essere così? Sei nata con la stessa naturalezza di una piccola piantina, e come lei hai lo stesso diritto di vivere. Con il ritmo naturare che porta un fiore ad essere esattamente ciò che è, niente di più e niente di meno.

Perdonami bimba mia, ti sto trasformando in una cosa che non sei, esattamente come faccio con tutto il resto, e senza neanche averne una valida ragione. Non posso e non voglio più usarti. Grazie piccola, grazie per quello che stai facendo, grazie per essere ancora qui con me. Ero così preso, così distratto che non mi sono accorto di nulla, neanche di te. Perdonami…

Perdonatemi tutti…se potete”

“Non piangere papà, io ti voglio bene. Adesso siamo qui, devi solo tenermi stretta.”

Il 20 novembre è la giornata internazionale dei diritti dell’infanzie e dell’adolescenza.

In moltissimi si danno da fare lavorando su progetti nazionali ed internazionali con lo scopo di tentare di garantire questi diritti in tutto il mondo, anche in quelle parti a volte cosi “difficili” da vedere.

Forse noi adulti non riusciremo a dare la giusta vita a tutti i bambini, ma loro crescendo potranno farlo.

Lasciamoli liberi di esprimere ciò che per natura gli è stato donato. Condividiamo con loro la nostra storia, le scoperte e le speranze interferendo il meno possibile. Diffondiamo nelle loro menti la convinzione che se ci si concentra maggiormente sulla bellezza del nostro mondo, sulla gioia di vivere secondo il proprio essere tutto diventa possibile.

Come oramai sappiamo tutti, i bambini imparano molto più da quel che vedono rispetto a quel sentono. Allora il modo migliore è agire nella stessa direzione dell’insegnamento che si vuol dare.

Per ricordarci di quanto sia importante prenderci cura di questi infiniti insegnanti, nasce a Cuneo L’albero delle manine.

Grazie all’idea nata dell’equipe “I girasoli”, ogni asilo nido del comune esporrà un alberello sul quale verranno appese le impronte delle manine dei propri piccoli iscritti.

Ma non finisce qui, perché ogni immagine porterà con se una scritta riguardante una piccola cosa positiva di questo ultimo periodo.

Tutta la famiglia avrà così la possibilità di rivolgere i propri pensieri su qualcosa di bello e utile, con la speranza che possa diventare una pratica giornaliera.

Dove si concentra l’attenzione si crea la realtà!

Come a Cuneo in moltissimi altri paesi verranno fatti progetti per sostenere questa importante giornata.

Ci piacerebbe molto riuscire a raccogliere le immagini di questi lavori per diffonderli attraverso i nostri canali.

Per favore, se fai parte di una struttura che aderisce al progetto, o hai un bambino che parteciperà, mandaci le foto del lavoro che insieme ne verrà fuori, ci aiuterà a sostenere una volta in più questa buona causa!

Al via un’altra piccola grande magia! Grazie!

Ringraziamo Paola Pinna, una delle custodi dei piccoli maestri, per averci comunicato questa importante iniziativa.

Non esistono grandi scoperte ne reale progresso finché sulla terra esiste un bambino infelice.

Albert Einstein

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